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AIUTARE I BAMBINI AD ESPRIMERE E CONTROLLARE LE PROPRIE EMOZIONI ATTRAVERSO LA LETTURA

postato da contestoinfanzia - in infanzia - il 23 Marzo 2015

Quante volte, sia come educatori che come genitori, ci capita di avere a che fare con bambini in preda alla rabbia. A questo proposito vorrei proporvi un libro che può aiutare i bambini a capire ed esternare le proprie emozioni.
“Che rabbia!” di Mireille D’Allancé, edito da Babalibri, è un testo indicato per bambini dai due ai cinque anni. L’autrice, attraverso parole e immagini molto semplici, parla di un’emozione forte come la rabbia. Nei bambini di questa fascia d’età uno dei bisogni emergenti è legato all’espressione delle emozioni e a imparare a manifestarle differenziandole. La rabbia, infatti, è un’emozione naturale, primitiva che possiamo osservare già in bambini molto piccoli. La storia di Roberto rispecchia una possibile situazione in cui un bambino deve imparare a gestire la sua rabbia. Il piccolo Roberto, infatti, ha trascorso una bruttissima giornata la quale continua, ancora peggio,quando entra in casa: il suo papà lo accoglie con un rimprovero, dicendogli di togliersi le “scarpacce” sporche e lo invita a mangiare gli spinaci per cena. Roberto risponde come farebbe qualsiasi bambino arrabbiato ed è a questo punto che il suo papà lo manda in camera sua fino a quando non si sarà calmato. E qui la rabbia si materializza… diventa una “Cosa Rossa grande e grossa”, che esce dal suo corpo attraverso al bocca e inizia a distruggere tutto. Roberto in un primo momento, spaventato e sorpreso, osserva incredulo quanto questa possa essere potente e devastante. Solo in seguito riprende il controllo della situazione e pian piano, mentre la rabbia si ridimensiona, anche la “Cosa” diventa sempre più piccola ed è a tal punto che il bambino la chiude in una piccola scatola azzurra e tutto torna tranquillo.
Lavorando al nido d’infanzia ritengo questo testo un valido strumento per permettere ai bambini di esternare le proprie emozioni. Durante la narrazione non solo le parole, ma anche i loro occhi, la loro postura, il linguaggio non verbale dei bambini e delle bambine ci mostrano quanto essi s’identifichino nel protagonista. Nel contatto che essi instaurano con il testo del racconto, l’adulto ricopre un grande ruolo di mediazione emotiva: deve avere la capacità di accendere e suscitare l’emozione, di contenerla e risolverla. Attraverso questa semplice storia i bambini possono vedere e attribuire un nome, un volto, una forma e un colore alla parte selvaggia – dal potenziale distruttivo – che in alcuni momenti si agita dentro di loro e da cui essi sono molto spaventati.
I bambini amano tanto sentire e risentire questa storia, la rilettura dell’albo assume infatti una funzione di rassicurazione: quando l’adulto – con voce calda e tranquilla – rilegge il testo, e mostra loro le sue bellissime illustrazioni, i bambini a poco a poco trovano il coraggio di affrontare le loro paure interiori, imparando così, pian piano, a gestire e controllare anche le emozioni “forti” come la rabbia. A mio avviso, uno degli aspetti interessanti di questo testo è che Roberto “subisce” la rabbia fino a che, vedendo che “essa” distrugge i suoi giocattoli, decide di reagire: qui entra in gioco la cura degli oggetti investiti d’affetto, delle cose a cui tiene e quindi il poter RIPARARE. Poco dopo il testo insegna che la “cosa-rabbia” può essere rinchiusa nella scatola, e questo a significare che la rabbia si può CONTENERE e GESTIRE.
E all’adulto genitore-educatore che cosa insegna la storia di Roberto?
Che dobbiamo accettare ed accogliere il bambino aiutandolo a vivere le emozioni che sta attraversando: solo così quest’ultimo sarà in grado di capirle senza esserne impaurito. In tutto questo gioca un ruolo fondamentale l’empatia, il sentimento che permette di sentire l’altro affettivamente dentro di noi. E’ una competenza che ci permette di conoscere le emozioni altrui, un modo particolare di comunicare, di fare esperienza dell’altro e dei suoi vissuti; è la capacità di intendere l’altro al di là della comunicazione esplicita, di sentire quello che l’altro sente in quel momento. Anche nella lettura di una storia, il rapporto che s’instaura tra lettore e ascoltatore dovrà essere realmente empatico. «L’empatia – afferma Bruno Bettelheim – così importante perché un adulto possa comprendere un bambino, comporta che si consideri l’altro nostro pari; non per ciò che riguarda il sapere, l’intelligenza o l’esperienza e men che meno la maturità, bensì rispetto ai sentimenti e alle emozioni che ci muovono tutti, adulti e bambini. […] Per comprendere che cosa si muove nel loro intimo dobbiamo affidarci alle nostre reazioni di empatia: mentre con la ragione cerchiamo di tradurre quello che vogliono dirci con le loro parole e azioni, il nostro inconscio, “proiettandosi nell’oggetto contemplato”, cercherà di coglierli in rapporto ai nostri vissuti personali, passati e presenti».
E’ quindi tramite il supporto, l’ascolto, l’empatia e la comprensione da parte nostra, che il bambino pian piano imparerà a gestire e riconoscere le proprie emozioni, così facendo potremo dire di averli veramente capiti e alla fine di capire un po’ meglio anche noi stessi.

Altri testi sulle emozioni:
– Piccolo drago, di Thierry Robberecht e Philippe Goossens, Ed. Zoolibri;
– A letto, piccolo mostro, di Mario Ramos, Babalibri;
– Allegria gelosia per piccino che tu sia, di Lucia Scuderi, Ed. Fatatrac;
– Urlo di mamma, di Jutta Bauer, Salani editore;
– Rinoceronte, di Lucia Scuderi, Ed. Bohem;
– Quando avevo paura del buio, di Mireille D’Allancé, Babalibri;
– In una notte nera, di Dorothée de Monfreid, Babalibri;

Dott.ssa Ramona Lazzari
Educatrice Professionale
ContestoInfanzia Cooperativa Sociale

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