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Bambino e società

postato da contestoinfanzia - in infanzia - il 14 Novembre 2013

La società moderna riconosce l’individuo, ora più che mai, più per quello che fa e meno per quello che è. Questa non è una novità perché ciò è un processo sociale riconosciuto a partire dalla nascita della Società Moderna che ha coinciso con il dissolversi della Società Antica. Ciò porta indubbiamente dei vantaggi perché l’uomo è riconosciuto come individuo in uno Stato di Diritto, ma le difficoltà appaiono nel momento in cui l’individuo è messo di fronte all’attrito dovuto alle troppe domande e pretese del mondo esterno.

L’adulto può difendersi e, se vuole, trovare la giusta misura, mentre il bambino subisce i condizionamenti dovuti al fatto che anche gli ambienti educativi subiscono le richieste eccessive della società moderna.

La preoccupazione dell’adulto verso il bambino, molto spesso, e quella di trovare mezzi efficaci affinché, il più rapidamente possibile, si possa introdurre il bambino nel mondo dei saperi.

Questa preoccupazione, alle volte fa perdere di vista il bambino e, i grandi progetti prendono il sopravvento attraverso la quantità di cose date piuttosto della qualità delle azioni proposte.

Il progetto più importante dovrebbe essere, in quel particolare momento, e per tutto il tempo necessario, “prendersi cura di lui”

Prendersi cura di lui è ciò che gli permette di continuare nel cammino della sua maturazione.

Prendersi cura di lui è aiutarlo a percepire il mondo esterno come amico, evitando che diventi aggressore.

Prendersi cura di lui può significare la rassicurazione.

Prendersi cura di lui significa comprenderlo conoscerlo, sapere quali sono le sue possibilità…i suoi bisogni.

Prendersi cura di lui significa dargli la possibilità di agire.

Prendersi cura di lui significa dargli la possibilità di agire con i suoi mezzi e sono mezzi che noi conosciamo. Sono mezzi che lui può gestire, usare, manipolare, diventare… continuare.

Prendersi cura di lui significa creare un contenitore educativo e all’interno di esso, il bambino rassicurato può passare ad una tappa successiva del suo percorso di vita, in armonia fra il suo dentro e il suo fuori.

 

Si può immaginare questo contenitore che con-tiene l’agire del bambino, un agire straordinario che gli permette di manipolare il mondo per conquistarlo, di trasformare trasformandosi.

È, la scelta di una pedagogia mirata che si dedica al benessere del bambino, è ancora la scelta “di ciò che è meglio per lui”.

 

“La pedagogia ci da le basi per un buon apprendimento del reale e del sociale, come conoscenze utili per manipolare il mondo; ma essa può diventare rapidamente meccanizzata ed alle volte opprimente. Nella prospettiva classica, le scuole sono istituzioni per apprendere e non per apprendere a sapere, onde l’atteggiamento è spesso condizionato. La pedagogia diverrà scientifica a partire dal momento in cui terrà conto delle possibilità del bambino nei suoi successivi “stadi”, delle sue capacità di apprendimento e delle richieste sociali. In realtà, troppo sovente, la società, in alcuni momenti della sua storia, esprime talune esigenze solo per eliminarle meglio; essa non utilizza tutta la potenzialità del bambino e si arresta all’utilizzazione del possibile.”

J. Ajuriaguerra “Manuale de Psichiatria del bambino Pag. 8

 

Dott.ssa  Gabriella Andreatta

 

 

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