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Bullismo: ecco alcune cose da sapere

postato da contestoinfanzia - in genitori e figli - il 2 Settembre 2014

Il Bullismo è il fenomeno che è sempre più dilagante e che si manifesta già in età precoce (già a partire dalle scuole primarie).
Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con caratteristiche peculiari e distintive, sulle quali c’è un vasto consenso a livello internazionale.
Il bullismo è caratterizzato da tre fattori che permettono di discriminare tale fenomeno da altre forme di comportamento aggressivo e dalle prepotenze. Questi fattori sono:
• L’intenzionalità: il comportamento aggressivo viene messo in atto volontariamente e consapevolmente
• La sistematicità: il comportamento aggressivo viene messo in atto più volte e si ripete quindi nel tempo
• L’asimmetria di potere: tra le parti coinvolte (il bullo e la vittima) c’è una differenza di potere, dovuta alla forza fisica, all’età o alla numerosità quando le aggressioni sono di gruppo. La vittima, in ogni caso, ha difficoltà a difendersi e sperimenta un forte senso di impotenza.
Numerosi studi, hanno identificato diverse forme di bullismo, più o meno esplicite e osservabili, a seconda della tipologia di azioni che vengono messe in atto:
• Bullismo diretto: comportamenti che utilizzano la forza fisica per nuocere all’altro. In questa categoria sono presenti comportamenti come picchiare, spingere, fare cadere, ecc.
• Bullismo verbale: comportamenti che utilizzano la parola per arrecare danno alla vittima. Ad, esempio, le offese e le prese in giro insistenti e reiterate
• Bullismo indiretto: comportamenti non direttamente rivolti alla vittima ma che la danneggiano nell’ambito della relazione con gli altri. Sono comportamenti spesso poco visibili che portano all’esclusione e all’isolamento della vittima attraverso la diffusione di pettegolezzi e dicerie, l’ostracismo e il rifiuto di esaudire le sue richieste.
All’interno delle scuole il bullismo riguarda tutti gli alunni, e non solo quelli che vi prendono parte in maniera più evidente. I ruoli che possono essere assunti dagli allievi, sono sintetizzati nell’elenco seguente:
• Bullo: chi prende attivamente l’iniziativa nel fare prepotenze ai compagni
• Aiutante: chi agisce in modo prepotente ma come “seguace” del bullo
• Sostenitore: chi rinforza il comportamento del bullo, ridendo, incitandolo o semplicemente stando a guardare
• Difensore: chi prende le difese della vittima consolandola o cercando di far cessare le prepotenze
• Esterno: chi non fa niente ed evita il coinvolgimento diretto o indiretto in situazione di prepotenza
• Vittima: chi subisce più spesso le prepotenze.

Conoscere ed affrontare il tema del Bullismo significa avere più potere per contrastarlo e prevenirlo.
E’ importante affrontare con gli adulti i vari aspetti che lo caratterizzano, cercando di comprendere i segnali che possono far pensare a situazioni di bullismo che coinvolgono i ragazzi come “vittima” (per esempio: se è spesso triste e scontento quando torna a casa; se manifesta disagi ricorrenti prima di andare a scuola (mal di testa, mal di pancia); è spesso solo, non porta amici a casa; non viene invitato alle feste; fa incubi o ha un sonno agitato; ha un calo nel rendimento scolastico perché perde interesse nelle attività scolastiche ed extrascolastiche; chiede denaro a casa per poter fronteggiare le richieste dei bulli) o con un ruolo diverso (bullo, aiutante, sostenitore, difensore, esterno) che manifesta comunque un disagio da prendere in carico.

 

Dott.ssa Marta Marconi

Psicologa

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