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“CREDERE NELLA PERSONA E NELLE SUE POTENZIALITÀ”: i concetti di originalità e globalità , fulcro della concezione della persona secondo l’approccio psicomotorio di B. Aucouturier. (PARTE SECONDA)

postato da contestoinfanzia - in genitori e figli, infanzia - il 19 Febbraio 2015

La filosofia della PPA.
Formarsi alla PPA è passare dalla semplice acquisizione di informazioni alla conoscenza profonda di ciò che accade, di ciò che la società moderna propone e impone, di ciò che è il bene in se, di ciò che è il bene per me, di ciò che è il bene comune, di ciò che è bene nella mia professione, dunque, la funzione che si vuol ipotizzare è l’educazione. Nel nostro caso, di che cosa ha bisogno l’educazione? La risposta potrebbe essere che l’educazione ha bisogno di un orizzonte di senso, di valori, di speranza, di rischi da correre. Ma anche di incontrarsi in un dialogo fatto di parole e di fatti condivisibili. Il fascino della parola va scoperto attraverso l’essere educati a conoscere ciò che può essere il bene e ciò che può essere il male. Dall’illusione del tutto possibile, che viene espresso attraverso le parole che convincono, si dovrà passare alla disillusione che mette in evidenza la realtà possibile. È come dire che si dovrà andare cauti rispetto alle parole che possono trarre in inganno anche se da principio le loro intenzioni possono essere considerate buone.
Nella società attuale, invasa da stimoli uditivi, ancor di più si dovrà far attenzione che l’ambivalenza dei messaggi sia ben conosciuta e valutata da un senso critico che si ottiene attraverso l’essere formati alle scelte. Nel caso nostro è credere nelle possibilità del bambino che hanno come primo fondamento il soddisfacimento dei suoi bisogni e incontrare in seguito le sue possibilità.

Credere nel bambino.
B. Aucouturier dice che il bambino ha bisogno di sicurezza permanente: amore, tenerezza, sicurezza.
Sicurezza affettiva: avere l’altro in se, rassicurazione che l’altro ritorna… rassicurazione nelle circostanze angoscianti. Poter vivere un sentimento di sicurezza, rassicurazione rispetto alla paura dell’abbandono, della distruzione…
Sicurezza fisica: gli spazi – i rituali – ricorrenze.
Credere nel bambino – persona che, attraverso le cure, comincia a sentire che vive come persona.
Credere nella persona-bambino è considerare le sue emozioni che incontrano le nostre emozioni: l’emozione del bambino non è sempre accolta nell’ambiente educativo.
Credere nel bambino è saper pensare a lui, aver cura di lui e, finalmente, sarà possibile per l’adulto poter guardare il suo gioco. È un saper guardare quei giochi che diventano, molto spesso, il mezzo perché il bambino si possa rassicurare contro le paure non coscienti.Siamo dentro un processo che inizia e continua, che ha come solida base le interazioni precoci rese possibili dalla qualità delle cure che hanno mantenuto vivo il dialogo madre – bambino. Credere nel bambino è saper riconoscere le sue azioni e riconoscere che attraverso esse egli diventa possessore della sua identità. E dunque, come facilitare l’azione?
A partire dalle interazioni precoci: il bambino agisce sullo spazio, il bambino agisce su se stesso, il bambino si trasforma. Non vi è azione senza interazione.
Questo significa incontrare il mondo esterno che produce delle resistenze e ciò porta il bambino a misurarsi con la realtà. B. Aucouturier dice che:
• l’azione è piacere
• libera le endorfine
• favorisce la plasticità cerebrale

Nell’azione tutte le funzioni del corpo funzionano nello stesso tempo. I fondamentali bisogni del bambino sono, dunque:
• bisogno di sicurezza
• bisogno di agire
• bisogno di esprimere le proprie emozioni.

L’emozione è:
• scarica tonico emozionale
• espressione del corpo.

B. Aucouturier spiega la differenza tra tono ed espressione tonico emozionale: tono è la tensione basica che permette di mobilizzare il corpo a livello vegetativo neuro-motorio; l’espressione tonico emozionale è l’equilibrio psicologico della sua maturazione psicomotoria.
Dove ritroviamo tutto ciò nel bambino? La risposta è: nel gioco. Nel gioco e, attraverso il gioco, il bambino si rassicura, ovvero attraverso le azioni che si compiono nel gioco il bambino evoca l’altro nella sua assenza. Per il bambino l’altro è la madre la relazione vissuta con la madre che permette di rappresentarsi la madre nella sua assenza. B. Aucouturier dice che la rassicurazione è per il bambino ricercare nella sua memoria i momenti piacevoli vissuti con l’altro, in assenza dell’altro. Siamo nell’illusione dell’altro. B. Aucouturier parla di fantasma: come avvenimento psicologico del bambino, sono i suoi primi pensieri. Ricordare – illusionare – rassicurare.
Siamo all’origine della vita psichica del bambino. Siamo all’origine del gioco. Credere nel bambino è comprendere il suo gioco. La PPA si fonda sul gioco spontaneo del bambino.

Formatrice Dott.ssa Gabriella Andreatta
P1050799P1050800

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