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LA RIABILITAZIONE EQUESTRE: DOVE IL CAVALLO DIVENTA IL VERO TERAPISTA.

postato da contestoinfanzia - in le esperienze - il 13 Dicembre 2016

Nonostante la Riabilitazione Equestre (R.E.) sia di recente introduzione nell’ambito socio-sanitario, rappresenta già un’importante risorsa nel mondo riabilitativo, proprio grazie ai risultati ottenuti.
Oltre a dare la possibilità di lavorare su varie aree – dal cognitivo al motorio, dallo psichico al relazionale – riapre anche numerose opportunità diagnostiche che altrimenti, per la cessazione di altri percorsi riabilitativi e scolastici, sarebbero esaurite.
Nella Riabilitazione Equestre, il vero protagonista diventa il cavallo. Sin dall’antichità, il cavallo rappresenta uno degli animali più nobili. E’ infatti il simbolo di energia, sia spirituale che fisica, di saggezza, di forza e potere. E’ espressione del nostro bisogno di libertà, di indipendenza e responsabilità.
Il cavallo è un animale socievole, che possiede la capacità di interagire poiché è un essere vivente e trasmette, a chi ha la possibilità di relazionarsi con esso, un bisogno comunicativo che rende questa esperienza ancor più gratificante.
La Riabilitazione Equestre nasce dall’integrazione degli Sport Equestri con la Riabilitazione vera e propria. Rappresenta quindi un momento di unione tra la terapia e lo sport, permettendo alla persona di entrare in contatto con la natura, rappresentata in questo caso dal cavallo e dall’ambiente del maneggio. Inoltre favorisce l’integrazione sociale poiché, solitamente, viene svolta in piccoli gruppi all’interno di ambienti non medicalizzati.
La R.E. si suddivide in tre aree o discipline:
L’IPPOTERAPIA: utilizza il movimento del cavallo come unico strumento riabilitativo. Ha una valenza prettamente terapeutica piuttosto che rivolta ad insegnare le tecniche di equitazione. Non richiede ancora l’intervento attivo dell’utente. Questo tipo di disciplina si rivolge ai soggetti con patologia neuromotoria o psichica medio – grave o per favorire la familiarizzazione con il cavallo prima di passare ad un’area d’intervento superiore.
LA RIEDUCAZIONE EQUESTRE: in questo caso si richiede l’intervento attivo della persona nella guida del cavallo, integrando le tecniche di equitazione con l’acquisizione di obiettivi propri della riabilitazione (neuromotori, psicologici, comportamentali, educativi, sociali…).
L’EQUITAZIONE SPORTIVA PER DISABILI: è in questa disciplina che si crea l’integrazione sul piano relazionale e sociale. Nell’equitazione sportiva per disabili si ha l’introduzione di una vera e propria attività agonistica o comunque un’attività competitiva o semplicemente di gioco a cavallo. Le sedute avvengono insieme ad un gruppo di soggetti normodotati e viene svolta la normale vita di scuderia. Gli obiettivi di questa area sono connessi con la socializzazione ed il miglioramento dell’autostima.
Oltre a queste tre principali discipline, ne troviamo una quarta, IL VOLTEGGIO. Consiste nell’esecuzione di esercizi di ginnastica sul cavallo alle varie andature (passo, trotto e galoppo). Si può applicare solo nella disabilità psichica e motoria lieve e richiede delle attrezzature, dei cavalli e del personale specifico di quest’area. Gli obiettivi principali del Volteggio riguardano lo sviluppo dello spirito di gruppo, della socializzazione e della fiducia nei compagni, affina le competenze motorie quali elasticità, precisione, coordinazione ed equilibrio.
Attraverso il movimento del cavallo si vanno a sollecitare un gran numero di funzioni psicomotorie le quali, attraverso un’applicazione corretta della metodologia, si migliorano. Tra le principali competenze sollecitate troviamo la coordinazione, l’equilibrio, la motricità globale ed il tono muscolare.
Inoltre, attraverso la R.E. si agisce anche su competenze quali l’orientamento temporo-spaziale, il controllo emotivo ed affettivo, il potenziamento dell’autostima, l’acquisizione delle regole, l’attenzione, la memoria, la concentrazione e molte altre ancora.
In conclusione “ La Riabilitazione Equestre offre al soggetto la possibilità di collocarsi in una prospettiva diversa, connessa alla possibilità di […] sperimentare un’immagine di sè del tutto nuova e gratificante, consentendo alla persona e alla famiglia di recuperare una dimensione di cambiamento possibile.”

Dott.ssa Aurora Giorgetti – Neuropsicomotricista del Centro Ma.Ma.

FONTI: “Manuale di Riabilitazione Equestre: Principi – Metodologia – Organizzazione” – A. Pasquinelli, P. Allori, M. Papini – Sorbello Editore

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