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SVILUPPARE, ACCRESCERE E POTENZIARE L’AUTOSTIMA

postato da contestoinfanzia - in genitori e figli - il 7 Marzo 2014

Quando parliamo di autostima dobbiamo prima di tutto parlare del concetto di sé.

Lo psicologo Burns lo definisce come “un’immagine composita di ciò che pensiamo di essere, ciò che pensiamo di realizzare, ciò che pensiamo che gli altri pensino di noi e ciò che vorremmo essere”.

Il concetto di sé costituisce l’immagine che abbiamo di noi stessi in ogni momento: le nostre caratteristiche fisiche e le nostre capacità, atteggiamenti e convinzioni.

Il concetto di sé si va formando fin dai primi anni dell’infanzia. Dipende infatti dal modo in cui percepiamo le reazioni degli altri nei nostri confronti e verso ciò che facciamo e diciamo.

Questo tipo di interpretazione fa sì che si costituisca l’immagine del sé ideale (la persona che vorremmo essere o pensiamo di dover essere) e del sé percepito (concetto del sé).

Il divario tra sé percepito e sé ideale ci da un’indicazione del livello di autostima.

Per esempio se esistesse un divario troppo elevato tra ciò che idealmente pensiamo di dover essere e ciò che in realtà pensiamo di essere, questo determinerebbe un basso livello di autostima, legato ad un senso di inadeguatezza e di non accettazione di sé.

Al contrario un piccolo divario ci indicherà che la persona si attribuisce un valore adeguato e accetta le varie parti di sé.

L’autostima è legata quindi alla nostra valutazione del concetto di sé ed è connesso alle nostre prime esperienze di vita ed all’influenza delle persone significative della nostra vita.

È possibile che una persona mostri livelli di autostima elevati in alcuni ambiti, e livelli di autostima medi o bassi in altri ambiti. Questo dipende dal fatto che attribuiamo ai diversi ambiti priorità diverse, importanza diversa.

Esiste quindi un’autostima generale e un’autostima specifica per i vari ambiti.

Questo è importante perché ci può far capire quanto la nostra valutazione su noi stessi fornisce il parametro di riferimento per i livelli di autostima.

Modificare l’autostima in un ambito specifico farà sì che ciò, abbia una ripercussione su quella generale.

Avendo già specificato quanto siano di fondamentale importanza i primi anni di vita per la formazione di un buon livello di autostima, è altrettanto importante sottolineare il ruolo dell’adulto in tutto questo.

Gli adulti devono essere consapevoli del ruolo fondamentale che svolgono nell’aiutare i bambini a sviluppare l’autostima ma anche a preservare una sana autostima di fronte alle difficoltà e incoerenze della vita.

L’autostima non è un valore che ci accompagna dal momento della nascita e non può cambiare, si sviluppa e si evolve nel tempo, e gli adulti possono fare molto per incoraggiare, accrescere e consolidare questo sviluppo, così come è possibile aiutare il bambino a porre rimedio a eventuali danni già inferti all’autostima.

Coopersmith afferma che ciò che porta una persona a considerarsi “degna di valore” sono:

• Affetto genitoriale

• Limiti ben definiti

• Approccio rispettoso

 

Quando i bambini si sentono apprezzati e rispettati come soggetti unici e speciali, hanno probabilità maggiori di apprezzare, rispettare e accettare sé stessi.

Adulti con un atteggiamento accogliente e non giudicante aiutano i bambini a sviluppare una sana autostima.

 

Quindi, per aiutare un bambino a sviluppare e preservare livelli sani di autostima dobbiamo:

• Mostrare curiosità nei confronti del suo monologo interiore (la teoria che il bambino ha su sé stesso)

• Mostrare affetto e rispetto veri nei confronti del bambino come soggetto unico

• Essere totalmente consapevoli di come le nostre azioni e parole possano influenzare il suo concetto di sé e quindi i suoi livelli di autostima

• Aiutarlo ad acquisire autoconsapevolezza e ad accorgersi degli effetti del suo comportamento sugli altri

• Aiutarlo ad acquisire la capacità di fare autovalutazioni realistiche

• Aiutarlo a comprendere che l’autostima può variare nella forma e nell’intensità, in funzione di molti fattori diversi e che, sebbene sia normale, non deve avere un effetto negativo sul suo generale senso di sé e del suo valore

 

Dott.ssa Marta Marconi

Psicologa

ContestoInfanzia Coop. Sociale

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